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Il Crocifisso Gallino

Nel 2008 lo Stato Italiano ha acquistato dall’antiquario Giancarlo Gallino un crocifisso di piccole dimensioni privo della croce. Lo hanno acquistato non solo perché è di mirabile fattura ma soprattutto perché ritengono che sia stato io a scolpirlo nel legno di pioppo.

Le polemiche che sono succedute a questa acquisizione sono state infinite e ancora non si son placate del tutto. La vicenda è stata anche portata in tribunale. La procura della Corte dei conti ha citato in giudizio del febbraio del 2012 l’allora direttore generale del MIIBACT Roberto Cecchi e la soprintendente del Polo Museale Fiorentino Cristina Acidini più quattro funzionari del ministero. Alla fine tutti assolti: il Crocifisso cosiddetto Gallino sembra sempre più mio.

1229445561455_1- Crocifisso, attr. Buonarroti (foto Aurelio Amendola)

Attualmente questo piccolo Crocifisso lo potete ammirare presso il Museo del Bargello a Firenze, all’interno di una teca nella Cappella del Podestà.

La prima volta che quest’opera fu esposta pubblicamente fu nel 2004, presso il Museo Horne a Firenze. Furono molti gli esperti favorevoli a una mia attribuzione fra i quali c’erano Gentilini, Paolucci, Acidini, Baldini, Bellosi e Ferretti.

Così come il mio Crocifisso di Santo Spirito, anche questo presenta una cura quasi maniacale dei dettagli. Sono ben evidenti i tendini dei piedi, delle articolazioni e delle ginocchia: cose non comuni nei crocifissi realizzati nella medesima epoca. Quest’opera è stata datata fra il 1495 e il 1497 e durante gli studi approfonditi per l’attribuzione fu analizzata accuratamente.

1229445562459_2- Crocifisso, attr. Buonarroti (foto Aurelio Amendola)

Il professore Massimo Gulisano, ordinario di Anatomia Umana alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Unversità di Firenze, assieme al dottor Pietro Antonio Bernabei avevano precedentemente effettuato esami anatomici su opere date per certe mie ovvero il Crocifisso in tiglio di Santo Spirito e il David. Mettendo a confronto le varie analisi e le anatomie di questo Crocifisso Gallino i due medici hanno affermato che il vostro Michelangelo “conosceva alla perfezione l’anatomia umana per diretta e prolungata esperienza settoria e che aveva una grandissima capacità di rappresentarla con precisione, partendo dall’identificazione dei punti di repere e lavorando poi ‘per levare’. Si serviva della conoscenza anatomo-funzionale dell’apparato locomotore per rappresentare l’inerzia o il movimento del corpo, il suo cedere alla forza di gravità o il suo contrastarla. Anche artisti che hanno un’ottima conoscenza pratica dell’anatomia non lavorano con questa sequenza operativa e concettuale”.

Il sempre vostro Michelangelo Buonaroti e i suoi racconti

1229445565597_5- Crocifisso, attr. Buonarroti (foto Aurelio Amendola)

Le foto in bianco e nero appartengono ad Aurelio Amendola

The Crucifix Gallino

In 2008 the Italian State purchased from the antiquarian Giancarlo Gallino a small crucifix without a cross. They bought it not only because it is of admirable workmanship, but above all because they believe it was me who sculpted it in poplar wood. The controversies that followed this acquisition were endless and have not yet completely subsided. The story was also taken to court. The prosecutor of the Court of Auditors cited in February 2012 the then general director of MIIBACT Roberto Cecchi and the superintendent of the Florentine Polo Polo museum Cristina Acidini plus four ministry officials. In the end, everyone acquitted: the so-called Gallino Crucifix seems increasingly mine.

You can currently admire this small Crucifix at the Bargello Museum in Florence, inside a shrine in the Podestà Chapel. The first time this work was publicly displayed was in 2004, at the Horne Museum in Florence. There were many experts in favor of my attribution, among whom were Gentilini, Paolucci, Acidini, Baldini, Bellosi and Ferretti. Thus, like my Crocifisso di Santo Spirito, this too presents an almost obsessive attention to detail. The tendons of the feet, of the joints and of the knees are very evident: things not common in crucifixes made at the same time. This work was dated between 1495 and 1497 and was thoroughly analyzed during the in-depth studies for attribution.

Professor Massimo Gulisano, Professor of Human Anatomy at the Faculty of Medicine and Surgery of the University of Florence, together with Dr. Pietro Antonio Bernabei had previously carried out anatomical examinations on works given for some of mine, namely the Crucifix in lindenwood by Santo Spirito and David. Comparing the various analyzes and anatomies of this Crucifix Gallino, the two doctors stated that your Michelangelo “knew human anatomy to perfection through direct and prolonged experience in the field and that he had a great ability to represent it accurately, starting from the identification of landmarks and then working ‘to lift’. He used the anatomical-functional knowledge of the musculoskeletal system to represent the inertia or movement of the body, its giving in to the force of gravity or its contrast with it. they have an excellent practical knowledge of anatomy they do not work with this operational and conceptual sequence “.

Yours Michelangelo Buonarroti

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