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La lista della spesa: chi sa farsi capire da tutti ha una marcia in più

A volte ci son certi dottoroni o presunti tali che hanno l’abitudine di usano termini altisonanti. Paroloni che alla fine dei conti non aggiungono niente ai loro discorsi ma mettono l’accento su tutta la loro presunzione di vivere al di sopra dei comuni mortali. Che vi credete? Prima o poi verrete tutti a trovarmi da quest’altra parte dell’esistenza.

Guardare i dibattiti politici in televisione quasi mi diverte perché è facile individuare nel mucchio chi veramente sceglie di parlare a tutti e chi invece mira solo a tutt’altro che a far politica.

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Mi ricordo che anni fa, quando me ne stavo a cercar marmi nella zona di Seravezza, avevo un bravo servitore che mi aiutava a sbrigare le faccende della vita quotidiana. Un garzone che non arrivava ai vent’anni d’età e non aveva una famiglia certo facoltosa alle spalle.

Non era di certo scemo ma non sapeva né leggere né scrivere: gl’era stata negata la possibilità di farlo. I figli della povera gente non potevano studiare: bisognava lavorare fin da piccini per portar qualcosa a casa.

Quando lo mandavo a far la spesa gli preparavo una bella lista di cose da comprare e poi, dato che non sapeva leggere, gli disegnavo accanto quello che volevo mi portasse. Oh, non ha mai sbagliato e tutte le volte mi portava proprio quello che gli avevo chiesto.

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A Casa Buonarroti a Firenze ancora c’è una di queste liste nella quale annotai ben separate fra di loro, le cose da comprare per tre pasti differenti, tutti rigorosamente senza carne.

Perché mancava la carne? Beh ve l’ho raccontato più volte. Tutto quello squartar corpi per studiarne movimenti e fattezze che feci da ragazzo con la complicità del priore di Santo Spirito m’aveva tolto per sempre la voglia di mangiar carne.

Pani dua, un bochal di vino, una aringa, tortegli;

Una (in)salata, quattro pani, un bochal de tondo, un quartuccio de bruscho, un piattello di spinaci, quattro alici;

Sei pani, duea minestra de finocchio, una aringa, un bochal de tondo.

Il vostro Michelangelo Buonarroti che si auspica di poter vedere un mondo a misura di tutti.

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The shopping list: those who can make themselves understood by everyone have an extra gear

Sometimes there are certain doctors or presumed souls who have the habit of using high-sounding terms. Big words that at the end of the day do not add anything to their speeches but metotno the accent on all their presumption of living above the common mortals. What do you believe? Sooner or later you will all come to see me on this other side of existence.

Watching the political debates on television almost amuses me because it is easy to identify in the pile who really chooses to talk to everyone and who instead aims only at anything other than to do politics.

I remember that years ago, when I was looking for marbles in the area of ​​Seravezza, I had a good servant who helped me to do the chores of everyday life. A boy who did not reach the age of twenty and did not have a wealthy family behind him. He was certainly not stupid but could neither read nor write: he had been denied the opportunity to do so. The children of poor people could not study: you had to work from childhood to bring something home.

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When I sent him to do the shopping I prepared a nice list of things to buy and then, since he could not read, I drew him next to what I wanted to bring me. Oh, he never went wrong and every time he brought me exactly what I asked him to do.

At Casa Buonarroti in Florence there is still one of these lists in which I wrote down well separated from each other, things to buy for three different meals, all strictly without meat.

Why was there no meat? Well I’ve told you several times. All that tearing apart bodies to study their movements and features that I did as a boy with the complicity of the prior of Santo Spirito had forever deprived me of the desire to eat meat.

Two loaves, a mug of wine, a herring, tortelli;

A salad, four loaves, a mug of sweet wine, a quart of dry wine, a plate of spinach, four anchovies;

Six loaves, two fennel soups, a herring, a mug of sweet wine.

Your Michelangelo Buonarroti who hopes to see a world suitable for everyone.

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