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Sebastiano del Piombo: uno dei miei pochi amici

Ho avuto pochi amici ne corso della vita. Sebastiano del Piombo è stato un di questi anche se ha dirla tutta qualche torto me l’ha fatto.

Vi riporto una lettera che scrissi a lui da Firenze mentre si trovava a Roma per motivi di lavoro. Era un bravo artista e mi dispiace che non abbia avuto un maggiore successo e che in troppi se lo siano dimenticato.

 

 Firenze 30 aprile del 1525

Sebastiano mio karissimo,

 iersera el vostro amicho chapitano Chuio e certi altri gentilomini volsono, lor gratia, che io andassi a ccena chon loro, di che ebi grandissimo piacere, perché usci’ um pocho del mio malinchonicho, o vero del mio pazzo; e non solamente n’ebbi piacere della cena, che fu piacevolisima, ma n’ebbi anchora, e molto più che di quella, de’ ragionamenti che vi furno.

E più, dipoi, ne’ ragionamenti mi crebe el piacere udendo dal decto chapitano Chuio mentovare il nome vostro; né bastò questo e più dipoi, anzi infinitamente, mi rallegrai circha all’arte, udendo dire dal decto capitano voi essere unicho al mondo, e chosì essere tenuto in Roma.

Però, anchora se più allegrezza si fussi potuta avere, più n’arei avuta dipoi, visto ch’el mio giudicio non è falso. Dunche non mi neghate più d’essere unicho, quand’io ve lo schrivo, perché n’ò troppi testimoni; e ècci un quadro qua, Idio gratia, che me ne fa fede a chiunche vede lume.

 

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particolare di un’opera di Sebastiano

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